Tradizione della Processione delle "Machine"

Un avvenimento che si ripete da sempre, salvo le interruzioni dell'occupazione francese e dell'ultima guerra, è la processione del Giovedì Santo. Lungo le vie principali di Vercelli sfilano le "Machine", cassoni di legno su cui vengono collocate le statue rappresentanti la Passione di Cristo. La Confraternita di San Bernardino ha la "Machina" forse più nota: quella dei "GIUDE'" che incoronarono di spine il Cristo, opera del Sezzano. Le figure sono scolpite in legno e dipinte.
Anche le altre Confraternite hanno la loro "Machina" e tutte sono ben conosciute dalla popolazione. La tradizione popolare risale alle prime manifestazioni medievali. Queste statue rappresentanti la Via Crucis, venivano portate per la processione nella chiesa, ormai scomparsa, di San Nicola da Tolentino (ora in Sant'Andrea). Da qui avevainizio e quindi attraversava tutta la città; sostava durante il percorso nelle sedi delle Confraternite, nel Duomo e nella Basilica di Sant'Andrea.
Ancora oggi, per un altro più breve e semplice percorso, sfila nel giorno di Venerdì Santo e la manifestazione è tutt'ora molto seguita dalla popolazione della città e dei dintorni.
Ogni Confraternita ha i suoi portantini, che si scambiano nelle varie soste; dietro la "Machina" seguono il Priore o Governatore ed i Consiglieri con tunica e mantella ed un buon numero di Confratelli. Lungo il percorso i partecipanti recitano preghiere e litanie ed elevano canti, intonati alla dolorosa passione del Cristo.
Nella settimana Santa erano, e sono tutt'ora visitate le chiese. Quelle delle Confraternite erano particolarmente addobbate, a gara tra di esse. Nel settecento fu fatta una regolamentazione per queste visite dato l'afflusso e la corsa all'accaparramento dei visitatori.