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Descrizione della Chiesa
In sostituzione di altra Chiesa, esistente in precedenza e in altra zona della città, venne iniziata la costruzione della nuova nel 1511, che risulta terminata nel 1514. Alla fine dello stesso secolo, come emerge da annotazioni d'archivio, grossi lavori di restauro richiesero considerevoli spese.

L'interno della chiesa è ad unica navata, divisa in tre parti: il Coro, molto profondo, che termina con un'abside
semicircolare, il Presbiterio e la parte riservata ai fedeli. Alla fine di quest'ultima, verso la porta d'entrata, la cantoria e l'organo.
La pianta e la struttura richiamano quelle della Chiesa di San Giacomo Decollato in Roma, che fu pure eretta da una Confraternita costituitasi nel 1488 e che, per la sua specifica attività, fu detta della Misericordia della Nazione
fiorentina.
L'interno è sontuosamente decorata in stile prettamente barocco. Questa decorazione fu eseguita infatti durante una
ricostruzione nel sec. XVIII, con la riconsacrazione nel 1792 e dopo i danni subìti durante l'assedio del 1704.
Nella parte destinata ai fedeli, due altari, uno per lato, completano la sistemazione interna. In quello di destra Pala con la rappresentazione della Adorazione dei Re Magi, eseguita dal pittore Carlo Giuseppe Pontoia. In quello di sinistra Pala con la rappresentazione di San Giovanni decollato, opera di Francesco Bosso (1910). Su quest'ultimo lato vi è una nicchia, particolarmente attrezzata e chiusa da vetrina ove è custodita la "Macchina" dei famosi "Giudei" (o "Giudè" in vercellese). La cantoria, sopra la bussola d'ingresso, è divisa in tre corpi con bassorilievi su pannelli in legno dorato, opera di Giovanni Sezzano (1742).
Segue il Presbiterio, col grande altare, rivestito in marmo; ai lati due rientranze, di cui una con ingresso alla Sacrestia, anch'essa riccamente decorata.
Una balaustra barocca in marmo, con un cancelletto centrale in quadrello di ferro battuto di artistica fattura, lo delimita dalla prima parte. Dietro l'altare il profondo coro, costruito in tempi successivi con 46 stalli e relativi inginocchiatoi in legno di noce, finemente scolpiti da artigiani vercellesi.
Gli stalli erano destinati alle adunanze dei Confratelli, che frequentavano la Chiesa riunendosi, specie al mattino, per le preghiere e l'ascolto del Divino Ufficio. Al fondo del Coro, la Cattedre del Governatore e dell'Officiante. Di fronte, un leggio ed un tavolino, entrambi in legno con intarsi di raffinata fattura. Sopra la Cattedra una grande tela incorniciata di forma ovale, rappresentante San Bernardino in adorazione.
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