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Storia
I lavori di costruzione erano cominciati all'inizio del 1219, ordinati e finanziati dal Cardinale Guala Bicheri, Legato Pontificio, appena tornato
dall'Inghilterra ove aveva fama di essere il " salvatore di Enrico III e della Magna Charta".
In riconoscimento dei suoi alti servigi, il re Enrico III aveva donato al Cardinale l'Abbazia di S. Andrea di Chesterton, vicina a Cambridge, e il
Cardinale , con le rendite di essa, inizio' a Vercelli la costruzione della nuova chiesa e del suo monastero. Passando da Parigi, egli aveva preso e
condotto con sé i Canonici Sanvittorini perché dirigessero i lavori di costruzione della Basilica, alla quale egli stesso, con il Vescovo Ugone da Sessa,
pose le fondamenta.
Nel 1224, il Cardinale Guala Bicheri, dimorando forse per l'ultima volta in città alla preseenza dell' Arcivescovo di Milano e del Vescovo di Vercelli,
diede stabile ordinamento alla nuova casa della corporazione religiosa dei Sanvittorini e realizzo' un disegno con la costruzione della chiesa,
consacrata insieme al Monastero di Sant' Andrea e all' Ospedale omonimo. Pero' la splendida Basilica non ebbe l'ultimo compimento che nel 1227,
quando in Cardinale morì.
L'importanza della Basilica di Sant'Andrea nella storia dell'arte italiana deriva dal fatto che essa è una delle prime costruzioni in Italia in cui
compaiono gli elementi dell'arte gotica. Durante i lunghi secoli delle invasioni barbariche non era tuttavia morta la grande arte costruttiva romana.
Essa si era tramandata attraverso le maestranze dei paesi presso i laghi lombardi, le quali vennero piu' tardi chiamate con il nome generico di "Maestri Comencini" . Ad essi è dovuto quel primo rinascimento dell'architettura, ligio ai canoni dell'arte antica, che fu dagli operai esportato e
diffuso in Europa e che si chiama Arte Romanica.
Da questa arte derivo' nel secolo XII in Francia una nuova architettura da noi impropriamente chiamata " gotica" , la quale ai muri massicci e all'
arco tondo sostituì dei robusti pilastri, tra i quali con dinamico gioco di spinte e controspinte e di archi acuti contrastanti, si elevarono sempre piu' alte
le costruzioni sacre e profane. I maggiori propagatori della nuova architettura furono i grandi ordini religiosi, soprattutto i Cistercensi, che nel corso
del XII secolo costruirono prima i grandi monasteri e le loro chiese in Francia, poi valicarono i confini e introdussero la nuova arte all'estero. In Italia
l'arte gotica compare per la prima voltanell'Abbazia di Fossanova poi in quella di Casamari poi in quella di Sant'Andrea in Vercelli.
Non si conosce con esattezza il nome dell'architetto dell'Abbazia di Sant'Andrea. Se si considera che le piante della basilica e del monastero
riproducono esattamente la pianta delle costruzioni cistercesnsi si puo' supporre che egli fu probabilmente un monaco, forse il primo abate del
monastero, Tommaso Gallo. Infatti i primi monaci Sanvittorini furono da Parigi condotti a Vercelli verso il 1216 dal Cardinale Guala Bicheri, reduce
da una lunga residenza in Francia e Inghilterra come legato pontificio, e ne riportava in patria ingenti ricchezze. Nacquero allora l'idea e il disegno
della chiesa e del monastero.
Caratteristica nell'architettura del Sant'Andrea è la presenza di elementi romanici e gotici, il che indusse alcuni criticia pensare che gli elementi
gotici derivassero dal disegno originale dell'architetto e gli elementi romanici fossero dovuti alle maestranze locali. Ma l'insieme è tanto armonico
el'inserirsi di stili diversi avviene con tanta eleganza che è impossibile non pensare ad un'unica mente creatrice.
Nel corso dei secoli due importanti gruppi di lavoro mutarono in qualche parte l'aspetto della Basilica:
- il campanile sul principio del secolo XV;
- il rifacimento del chiostro poco piu' di 100 anni dopo.
Originariamente, la cella campanaria era situata nella torre ottagona che si innalza sopra il
tiburio, ma probabilmente alcune crepe nel tiburio stesso indussero il Cardinale Del Verme a costruire, sul modello ingrandito dei campanili della
facciata, un nuovo campanile prossimo, ma staccato e un po' obliquo rispetto al braccio Sud del transetto della chiesa. Il portico originario del
chiostro era molto diverso dall'attuale:le colonnine, a gruppi di quattro sono antiche, ma su di esse si appoggiava probabilmente un tetto a un solo
spiovento, le cui grandi capriate di legno servivano come decorazione.
Verso il 1464 ai Sanvittorini si sostituirono i Canonici Regolari Lateranensi. Con loro si rinnovò il chiostro:alle vecchie capriate di legno si sostituì
un sistema di volte a pieno centro appoggiato verso il cortile sulle antiche colonnine e verso i fabbricati incastrato nei muri. Il tutto fu decorato in
cotto. Il tetto venne rialzato, tanto che ne furono otturate le finestre tonde della navata sinistra della chiesa e fu annullato il bellissimo portale dal
chiostro alla chiesa.
Un recente restauro riaperse il portale d'ingresso dal chiostro alla basilica con la bellissima pila dell'acqua santa, scolpita nel marmo e rese visibili
alcuni dettagli dell'antica costruzione.
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