Interno

Interno Sant'Andrea A dar luce all'interno, oltre i magnifici rosoni, concorrono nella navata laterale sinistra delle aperture di forma circolare. La pianta della chiesa è a croce latina e le tre navate longitudinali sono separate da pilastri fasciati da otto esili colonnine, di grande linearità e slancio, che sorreggono altre colonne funzionanti come base agli archi trasversali e alle nervature delle volte a crociera. Ogni navata è composta da sei campate e ad ogni campata rettangolare della navata centrale corrisponde una campata quadrata delle navatelle.Coro Il transetto sporgente formato da campate rettangolari è coperto da una volta a cupola, inclusa in un tiburio ottagonale. Sul transetto si aprono quattro cappelle di pianta rettangolare. Oltre il vasto spazio quadrato del capocroce vi è il coro terminante con una impressionante parete rettilinea. Quattro piloni a fascio, di grande solidità , sorreggono la cupola e il carico del tiburio per mezzo di archi robustissimi:le trombe coniche del tiburio portano scolpiti su una mensola i simboli degli Evangelisti, di fattura antelamica. Lo spazio interno della cattedrale raggiunge il culmine nel coro, centro liturgico per eccellenza. In esso sono presenti 24 stalli a pozzetto, oltre alla cattedra centrale. Un grande rosone illumina la parete di fondo dell'abside:tre monofore slanciate a doppia strombatura, inquadrate da arcature sorrette da lunghe colonnine in pietra, accrescono la luminosità dello spazio oltre il capocroce. Degne di particolare attenzione sono le tarsie del corso ciquecentesco dovuto all'intagliatore cremonese Paolo Sacca che vi lavoro' dal 1511 al 1513. Particolarmente interessante è la tarsia nell'angolo destro, raffigurante la facciata del Sant'Andrea nascosta in parte da un muro merlato. Le vetrate, un tempo, dovevano essere colorate ad accrescere suggestione e insegnamento. Monumento funebre dell'abate Tommaso Gallo L'ultima cappella a destra è occupata dal monumento funebre dell'abate Tommaso Gallo, risalente alla prima metà del XIV secolo: nella grande nicchia gotica sopra il sarcofago è affrescata la figura dello stesso abate in cattedra fra i suoi scolari(la tradizione vuole che fra i sei scolari presenti nei due banchi laterali vi sia S. Antonio da Padova, che si riconosce dall'aureola). Nella cuspide che si eleva sull'arcata abbiamo l'incoronazione della Vergine con angeli musicanti, affresco in cui si puo' rilevare una presenza di moduli lombardi. La parte piu' interessante è rappresentata dalle belle figure in altorilievo sul fronte del sarcofago, di uno stile non anteriore alla metà del '300. Al centro vi è la Beata Vergine col Bambino che si slancia verso l'abate Tommaso in ginocchio, presentato da Sant'Andrea. Al lato destro stanno S. Caterina d'Alessandria protettrice degli studi filosofici e Dionigi lo Pseudo-Areopagita rappresentante della teologia mistica, un neo platonico cristiano di cui Tommaso Gallo aveva commentato le opere. Accanto alla cappella dedicata a Tommaso Gallo vi è una cappella rifatta in stile neogotico nel 1844. Oltrepassando il presbiterio si giunge alle cappelle del transetto di sinistra.
La prima cappella che si incontra conserva un crocifisso ligneo generalmente attribuito alla fine del '400, probabilmente opera di artisti valsesiani, mentre la seconda cappella si ammira per la sua monastica severità .
Nella chiesa ci sono altri motivi di grande intensità estetica:diverse sculture nelle chiavi di volta, il motivo ricorrente della rosa, le decorazioni fantastiche alle basi dei pilastri ed i bellissimi rosoni.
Ai lati del transetto si fronteggiano due pesanti confessionali barocchi resi meno pomposi da vivaci putti. Si entra quindi nella sacrestia:al centro spicca un magnifico leggio, che un tempo si trovava nel coro a sorreggere i libri liturgici. E' composito in quanto le facce minori sono rinascimentali mentre intagli barocchi ornano le facce maggiori.
Sulla porta che introduce per una scala a chiocciola al dormitorio dei monaci spicca una graziosa Madonna di fattura gotica.
Dalla sacrestia si passa alla sala capitolare , una tra le piu' belle d'Italia. Quattro colonne centrali con bellissimi capitelli a crochet sorreggono nove raffinate campate, preziose per le nervature in laterizio a vista e con la campitura degli spicchi delle volte intonacate.
In un vano d'altare alla destra di chi entra sono posti due affreschi sovrapposti di scuola gaudenziana. Questa sala fu testimone di grandi eventi storici:qui ad esempio, nel 1310 alla presenza di Arrigo VII di Lussemburgo si concluse la pace efimera tra i Guelfi e i Ghibellini vercellesi.