Chiostro

Chiostro Tornando verso la chiesa, attraverso un severo portale, si esce nel chiostro:subito alla sinistra si puo' ammirare la nicchia dell'acquasantiera sormontata da un arco trilobo poggiante su due coppie di colonnine, che affiancano la vaschetta rotonda dell'acqua santa, mentre in fondo si staglia la mano benedicente di Dio.
Nella parte settentrionale del chiostro vi è un'interessante mensola scanalata che ricorda le linee ondulate di alcuni capitelli del Battistero parmense.
Il chiostro si presenta rettangolare con arcate a pieno centro rette da colonnine dai capitelli a crochet, che a gruppi di quattro sono riunite su una sola base. Le volte del chiostro risalgono al primo '500 quando l'abate Pettenati riparo' il chiostro maggiore del monastero e lo riporto' all'antica bellezza. Altri elementi cinquecenteschi presenti nel complesso della costruzione, sono le cornici in cotto che ornano e sottolineano le arcate, il grande e raffinato finestrone, pure in cotto, che si presenta sopra il chiostro nel lato orientale dell'abbazia e forse i grandi oculi con interessanti cornici in tufo intagliato a foglie, perline, ovoli nella sopraelevazione dell'antico refettorio.
Di grande bellezza sono il portale che introduce alla sala capitolare e quello vicino alla nicchia dell'acqua santa:la lunetta che spicca su questo portale dalle magnifiche e policrome colonne era un tempo all'ingresso della sala capitolare. Al centro vi è l'agnello simbolo del Cristo attorniato dalle figure di San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista, mentre scende la colomba dello Spirito Santo.
All'angolo nord-est del chiostro stesso è conservato un salone con colonna centrale e un fluente capitello a crochet che regge quattro archi a pieno centro.
il Pozzo Scendendo verso la vera del pozzo si puo' apprezzare una serie di sculture(teste umane e animali) che decorano l'esterno a sottolineare la grazia delle mensole e degli archetti. Sopra i robusti speroni mediani della parete occidentale del transetto sono due busti coronati, Filippo Augusto di Francia ed Enrico III d'Inghilterra, entrambi collegati alla vita del Cardinale Guala Bicheri.
Uscendo all'esterno si ammira in tutta la mole dell'edificio l'alternanza del cotto e della pietra bianca che crea giochi di luce:prevale la serrata cortina di mattoni rossi alla base e nello stacco del tiburio, ma le loggette, i riquadri, le bifore, le trifore, il rosone del fronte posteriore contrastano efficacemente creando una sinfonia di due colori molto netti, rosso scuro e bianco, di notevole effetto.