Monumenti e Case Storiche

Monumenti e Case Storiche

TORRE DELL'ANGELO
Piazza Cavour 10 (rione Cervo)
(sec. XIV - aggiunte posteriori)
Di origine medioevale quadrata alla base, si sviluppa ottagona fino alle lunghe piombatoie. Fu sopraelevata nel 1875.
CASE ARBORIO BIAMINO E BONETTI
Piazza Cavour 10 (rione Cervo)
(sec. XIV)
La costruzione presenta archi in cotto e probabilmente sotto l'intonaco conserva ancora le antiche finestre; il cortile interno è cinto per tre lati da arcate pure in cotto con la stessa decorazione di quelle esterne.
PALAZZO VICARIO DI SANT'AGABIO
Piazza Cavour 37 (rione Monrosa)
(sec. XVIII)
Costruito nella seconda metà del secolo XVIII dai baroni Vicario di Sant'Agabio. Sulla facciata vi sono decorazioni in stucco, in alto un cartiglio barocco probabilmente con lo stemma di famiglia, più in basso un bassorilievo che raffigura Vibio Crispo, vercellese famoso per le sue ricchezze (sec. I)
EX CHIESA DI SAN TOMMASO
Piazza Cavour 1 (rione Monferrato)
Risale al secolo XII. Era formata da una sola navata senza coro e di dimensioni ridotte. Nel 1819 la parrocchia fu trasferita nella chiesa di S.Paolo. Su progetto dell'ing. Pietro Bosso nel 1824 subì una radicale trasformazione e servì fino al 1865 come corpo di guardia. Sull'antico campanile, sistemato a torretta, entrò in funzione dal 1856 un orologio. L'edificio, rimaneggiato nel 1935, divenne sede di una banca. La recente ristrutturazione ha intaccato in modo grave l'immagine caratteristica di Piazza Cavour.
PALAZZO MONTANARO DI VIANCINO
Via Verdi 27 (rione Monrosa)
(sec. XVIII)
Fu costruito verso la metà del sec. XVIII. Subì modifiche soprattutto al pianterreno nella seconda metà dell'800 quando fu sede della Banca Nazionale (poi Banca d'Italia). La facciata presenta decorazioni in mattoni a vista con le finestre del piano nobile evidenziate da modanature in cotto.
TORRE DEGLI AVOGADRO
Via Verdi 31 (rione Monrosa)
(secc. XIII-XV)
La torre, tra le meglio conservate, fu costruita probabilmente dagli Avogadro nel sec. XIII a pianta ottagonale in laterizio; fu poi incorporata, come campanile, nella chiesa di S. Marco. La presenza nel luogo degli Avogadro è testimoniata anche dal fatto che nell'antica sacrestia della chiesa avevano luogo le riunioni del consortile Avogadro.
CASA ALCIATI
Via Verdi 30 (rione Cervo)
(sec. XV, con affreschi)
È sede del Museo Leone. Si tratta di un caratteristico esempio di casa quattrocentesca con splendido cortile interno porticato e decorato, collegata funzionalmente con una manica moderna (1939) a palazzo Langosco di Stroppiana. Fu restaurata tra il 1930 e il 1934.
CASA FORTE
Via Verdi 66 (rione Cervo)
(sec. XIII e sgg.)
Nella perte verso il cortile interno è ben riconoscibile l'antica struttura in mattoni a vista con monofora in cotto.
PALAZZO PATTONO DI MEIRANO
Via Monte di Pietà 28 (rione Cervo)
(sec. XVIII)
Nel sec. XVIII apparteneva alla famiglia dei baroni Pattono di Meirano. Al primo piano vi è un balcone con interessante ringhiera in ferro battuto, mentre nell'interno un vasto giardino si estende fino agli edifici dell'ex monastero di Sant'Agata, di cui fece parte verso la fine del sec. XVIII.
ANTICO MONTE DI PIETÀ
Via Monte di Pietà 20 (rione Cervo)
(1759-60 - arch. Giovanni Battista Feroggio)
Il Monte di Pietà, istituito nel 1569 con sede in via Duomo, fu traslocato nel 1636 nelle case già degli Avogadro di S. Giorgio, situate nell'attuale via Monte di Pietà. La facciata rimodernata nel 1871, su disegni del geom. Francesco Dusnasi, presenta una decorazione con sei medaglioni a fresco.
CASA AVOGADRO DI QUINTO già ASSALINO
Via Monte di Pietà 3 - (rione Cervo)
(sec. XVIII - XIX)
Il fabbricato fu di proprietà della famiglia Berzetti di Murazzano fino al 1776 quando fu venduto a Federico Assalino, che lo fece ristrutturare, arretrandone il fronte. Nel 1806 divenne proprietà del conte Amedeo Avogadro di Quinto.
CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE
Via S. Antonio (rione Cervo)
(sec. XVII e sgg., con affreschi)
La confraternita di S. Antonio, nata verso il 1490, fece restaurare la chiesa i primi del '600. Nell'800 alla confraternita venne affidata la direzione dell'Opera di Mendicità Istruita, fondata nel 1790 da Felice Mazzola. L'interno conserva una "Crocifissione" attribuita a Bernardino Lanino. Di recente sono tornate alla luce nel portico davanti alla facciata belle decorazioni cinquecentesche. All'interno degli edifici annissi alla chiesa un interessante salone testimonia l'originaria chiesa del primo '500.
CASA PETTENATI poi BERZETTI DI MURAZZANO
Via S. Antonio 9 (rione Cervo)
(sec. XVII-XVIII)
L'edificio apppartenne all'antica famiglia Pettenati, documentata a Vercelli fin dal sec. XIII, poi confluita nella famiglia Berzetti di Murazzano nel sec. XVII.
PALAZZO CORBETTA BELLINI
Via Simone (Avogadro) di Collobiano 6 (rione Cervo)
(sec. XVIII)
Il palazzo fu costruito dal conte Giuseppe Lodovico Corbetta Bellini di Lessolo. Fu la prima sede in Vercelli dell'Istituto delle Suore di Loreto.
PALAZZO AVOGADRO FISRENGO DI QUAREGNA E DI CERETTO
Via Simone (Avogadro) di Collobiano 12 (rione Cervo)
(sec. XVIII)
Verso la fine del sec. XVI l'edificio fu abitato dalla famiglia Parlamento per investitura del capitolo di S. Maria Maggiore. Nel sec. XVII passò in proprietà al medico Pietro Antonio Alciati e in seguito (sec. XVIII) alla famiglia Avogadro Fisrengo di Quaregna e di Ceretto, poi alla famiglia Bongioanni di Castelborgo, quindi venduto ai Piscator e da questi all'Opera Pia degli Esposti detta già dei Rantivi.
PALAZZO CERRONE
Via Lanino 8 (rione Cervo)
(1860 - ing. Antonio Malinverni)
Nel 1833 la parte di fabbricato che dà su Piazza d'Angennes fu donata all'Ospizio dei Poveri dal sacerdote Andrea Pettoletti. Pervenne successivamente alla famiglia Cerrone già proprietaria della casa attigua. Nel 1860 fu ristrutturato, su progetto dell'ing. Antonio Malinverni.
EX CHIESA DI SAN DONATO
Via Montagnini 3 (rione Cervo)
Di antichissima fondazione. Era già parrocchia nel 1174 e sede della congregazione dei parroci della città. La parrocchia fu soppressa verso la metà del sec. XVII. La chiesa è riconoscibile nel refettorio del Ritiro della Provvidenza.
CAMPANILE DELL'ANTICO DUOMO
Piazza d'Angennes (rione Elvo)
(secc. XII e segg.)
È quanto resta dell'antico duomo romanico. A pianta quadrata costruito in laterizio, è diviso in quattro parti da file di archetti pensili intrecciati e verticalmente la superficie tripartita è caratterizzata da semicolonne. La parte superiore fu ricostruita dopo l'assedio del 1617 e la cella campanaria nel sec. XVIII.
CATTEDRALE
Piazza S. Eusebio (rione Elvo)
(secc. XVI-XVIII - arch. Pellegrino Tibaldi e arch. Benedetto Alfieri)
Sorta su una preesistente chiesa primitiva del IV sec., fu ricostruita come basilica romanica, a cinque navate, preceduta da un quadriportico, demolita nel 1570. Verso il 1580, su disegno dell'architetto Pellegrino Tibaldi, furono costruiti il coro, le due cappelle laterali e le due sacrestie. La facciata, preceduta da un vasto pronao del sec. XVIII è classicheggiante e divisa da grandi colonne sormontate da un'attico, ornato dalle statue del Salvatore e dei dodici Apostoli, e da un frontone. L'interno è a croce latina a tre navate e fu eseguito tra il 1703 e il 1763. Nella seconda metà del sec.XVIII fu particolarmente rilevante l'opera degli architetti Benedetto Alfieri e Luigi Barberis. La grandiosa cupola fu eretta, su disegno dell'architetto Carlo Laghi, dal 1857 al 1860. Il pavimento a mosaico fu disegnato da Edoardo Arborio Mella.
SEMINARIO ARCIVESCOVILE
Piazza S. Eusebio (rione Cervo)
(secc. XVII-XIX - arch. Filippo Juvarra e arch. Ferdinando Caronesi)
Il complesso fu costruito a partire dalla fine del secolo XVI fino al 1752, su disegni degli architetti Francesco Gallo (1722-27) e Filippo Juvarra (1735) dell'ing. Ignazio Mazzone (1744) e dell'arch. Bernardo Vittone (1746). La facciata attuale fa parte dell'ultimo nucleo del complesso e fu progettata negli anni 1842-45 dall'arch. Ferdinando Caronesi. Il secondo cortile è interamente colonnato - secondo la tradizione-, fu progettato da Filippo Juvarra.
ARCIVESCOVADO
Piazza D'Angennes 5 (rione Elvo)
(secc. XII-XVI)
L'edificio, risalente al sec. XII, fu restaurato verso la metà del 400 e alla fine del sec. XVIII arricchito da un grande salone, che raccoglie ora splendide tavole della scuola vercellese. Recentemente nella facciata sono venute alla luce delle finestre a crociera cinquecentesche e varie polifore. Molto ancora resta da riscoprire, con particolare riguardo al chiostro interno.
PALAZZO BERZETTI DI MURAZZANO
Piazza D'Angennes 4 (rione Cervo)
(sec. XVII-XVIII)
L'edificio attuale risale alla fine del secolo XVII ed è ubicato nell'area dove sorgeva l'antico ospedale degli Scoti. La facciata, interamente in cotto, ha un bel portale d'ingresso fiancheggiato da quattro colonne in pietra sormontato da una balconata. Oggi è di proprietà dell'Istituto delle Suore di Loreto.
PALAZZO ARBORIO MELLA
Piazzetta Mella 5 (rione Elvo)
(secc. XVII-XIX)
Il palazzo a tre piani fu ristrutturato una prima volta dagli Arborio Mella nel sec. XVII. È stato restaurato negli ultimi anni. Nel 1767 il Comune di Vercelli autorizzò la famiglia Arborio Mella a chiudere la via esistente fra il palazzo e il contiguo palazzo Avogadro della Motta.
ANTICA CHIESA DI SAN PIETRO DELLA FERLA
Piazzetta Mella (rione Elvo)
A testimonianza dell'antica chiesa parrochiale risalente a periodi molto antichi si scorge una piccola cappella situata all'estrema sinistra della facciata del palazzo Arborio Mella.
PALAZZO AVOGADRO DELLA MOTTA
Via Duomo 20 (rione Elvo)
(sec. XVIII seconda metà - arch. Michele Richiardi)
Il palazzo attuale è frutto di restauri ed ampliamenti risalenti alla seconda metà del secolo XVIII; i disegni e i progetti sono del conte Carlo Giacinto Roero di Guarene, dell'arch. Michele Richiardi e dell'arch. Luigi Barberis. È provato l'intervento nel 1802 anche dell'arch. Valeriano Dellala di Beinasco. L'edificio a tre piani presenta sul fronte centrale un timpano dominato dalla stemma nobiliare degli Avogadro. Una lapide ricorda i due soggiorni di Napoleone Bonaparte.
CHIESA DI SAN BERNARDINO
Via Duomo (rione Cervo)
(sec. XVII-XVIII)
La chiesa attuale, a una sola navata, fu costruita nella seconda metà del 700, in un gradevole stile barocco, che si evidenzia all'esterno nello snello campaniletto e all'interno nel coro e nell'arredo della sacrestia. La porta, elegante opera di intaglio, è dello scultore Martino Sezzano di Serravalle Sesia.
PALAZZO BERZETTI DI BURONZO DELLA VALLETTA
Via Duomo 35 (rione Cervo)
(sec. XVIII)
Fu costruito sull'area precedentemente occupata da vecchie case acquistate dai Berzetti di Buronzo. nella seconda metà del sec. XIX vi abitò il cav. Federico Arborio Mella, figlio del conte Edoardo, con la moglie Rosa Cesati di Vigadore, figlia del barone Vincenzo Cesati, illustre botanico. Presenta parte delle murature palesemente rimaste non completate.
PALAZZO AVOGADRO DI QUINTO ora DE REGE - THESAURO
Via Duomo 14 (rione Elvo)
(sec. XV-XIX, facciata del 1863-arch. Giuseppe Locarni)
L'edificio è di origine medievale. Rimangono tracce di affreschi. Nella seconda metà del sec. XVIII furono progettati importanti lavori dall'architetto Michele Richiardi, ma le più rilevanti modifiche sono state apportate nel 1830 e sgg. dall'arch. Pietro Delmastro. La facciata del 1863 ha completamente trasformato le caratteristiche del palazzo e le ha pesantemente impoverite.
EX CHIESA DI SANTO STEFANO DE CIVITATE
Piazzetta Ranza (rione Elvo)
(sec. XIII e ante, con affreschi)
La chiesa di struttura romanica con la parte ipogea risalente a periodo molto antico e successivamente interrata, ha l'interno ricco di affreschi assegnabili al sec. XIII. Fu sede parrocchiale fino al 1571. Nel 1753 fu sconsacrata e l'anno successivo venduta a Giovanni Antonio Macotto. Nell'area attigua sono venute alla luce sepolture, interessanti pavimentazioni con mosaici databili al sec. I e anche strutture altomedievali.
EX CHIESA DI SAN NICOLA DA TOLENTINO
Via Duomo 8 (rione Elvo)
La costruzione originaria risale agli anni 1634-1636 per opera della compagnia dei disciplini. La confraternita fu soppressa nel 1805 con conseguente unione a quella di San Bernardino. L'edificio fu ristrutturato nel sec. XIX. Di recente è stato restaurato.
CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE già CHIESA DELLA S.S. TRINITÀ DEI GESUITI
Via Duomo (rione Elvo)
(1740 e sgg.)
Su progetto redatto dall'arch. Francesco Gallo sorse come chiesa della S.S. Trinità dei Gesuiti. La parrocchia vi fu trasferita nel 1775. La facciata è da attribuire all'arch. Michele Richiardi (seconda metà del sec. XVIII).
PALAZZO FERRARIS già CASTELNUOVO DELLE LANZE
Via Duomo 23 (rione Cervo)
(sec. XVIII)
Il palazzo fu ristrutturato dal conte Giovanni Battista Ferraris nel sec. XVIII. Ai primi del '900 appartenne alla signora Giuseppina Borgogna, che nel 1942 lo concesse alle Piccole Serve di Gesù.
ANTICO COLLEGIO DEI GESUITI
Via Duomo 6 (rione Elvo)
(1740 e sgg.)
A partire dal 1740 i gesuiti ingrandirono il Collegio con un'ala addossata alla costruenda chiesa della S.S. Trinità (ora Santa Maria Maggiore). È probabile che per il progetto sia intervenuto l'arch. Francesco Gallo. Il corpo principale fu ristrutturato nel 1896 quando fu costruito lo scalone di accesso al piano superiore.
EX COLLEGIO - CONVITTO NAZIONALE
Via Carducci 1 (rione Elvo)
(1854- geom. Francesco Dusnasi, con sculture di Ercole Villa )
Fu costruito nel 1854 quale sede delle scuole d'indirizzo classico e tecnico, su progetto del geom. Francesco Dusnasi con iniziali interventi degli architetti Alessandro Antonelli e Giuseppe Leoni. Subì altre modifiche nel 1896 quando, su progetto di Giuseppe Locarni, fu ampliato l'ingresso principale e fu ricostruito lo scalone d'accesso ai piani superiori. La facciata è arricchita da sculture di Ercole Villa.
PALAZZO ARBORIO DI GATTINARA già SALOMONE DI SERRAVALLE
Via Duomo 17 (rione Cervo)
(secc. XVIII XIX)
È sede dell'Istituto di Belle Arti, cui pervenne, verso la metà del sec. XIX, per donazione del conte Feliciano Arborio di Gattinara. Il palazzo era stato venduto ai marchesi Arborio di Gattinara all'inizio del sec. XIX dalla nobile famiglia Salomone di Serravalle. Il grande portone e l'atrio di ingresso risalgono alla metà del sec. XIX. Alla parte nobile si accede per un grandioso scalone.
PALAZZO CARON già ARBORIO MELLA
Via Duomo 9 (rione Cervo)
(sec. XIX)
Nel 1820 la famiglia Arborio Mella iniziò la costruzione del palazzo, probabilmente su disegni del conte Carlo Emanuele Arborio Mella.
PALAZZO BURONZO D'ASIGLIANO
Via Duomo 2 (rione Elvo)
(1784-88- arch. Michele Richiardi)
Il palazzo, che ha una notevole dignità architettonica con caratteri stilistici neoclassici, sorge in parte sull'area della demolita basilica di Santa Maria Maggiore (via Carducci). Nel 1859 passò alla famiglia Pasta e poi ai Vitale; nel 1918 divenne proprietà Albasio. L'ala sinistra in via Carducci risale agli anni 1928-29.
PALAZZO SIGNORIS DI BURONZO
Via Leone 10 (rione Cervo)
(sec. XVII-XVIII)
Il palazzo, risistemato su precedenti costruzioni nel sec XVI, fu sede del giornale "La Sesia" fino ad epoca recente. Un incendio nel 1990 ha messo in luce pregevoli decorazioni al pianoterra. Altre ne esistono al piano nobile.
PALAZZO LANGOSCO DI STROPPIANA
Via Leone 19 (rione Cervo)
(sec.XVIII)
Fu ristrutturato verso il 1742 dalla famiglia Langosco di Stroppiana per ampliare e abbellire la sua antica dimora. Vi è ospitata una parte del Museo Leone.
PALAZZO ARBORIO DI GATTINARA
Via Leone 18 (rione Cervo)
(sec. XVI-XVII)
La costruzione rinascimentale conserva ancora belle finestre a croce cinquecentesche e un bel portale sul cui architrave è scolpita una iscrizione voluta da Giovanni Bartolomeo Arborio di Gattinara. Appartenne per un certo periodo del secolo XVIII alla famiglia Badat. È stato di recente ben recuperato.
ANTICHE CASE ALCIATI
Via Leone 29 (rione Cervo)
(sec. XV e sgg.)
L'edificio conserva ancora parti di antichi soffitti a cassettoni. Ora è di proprietà degli eredi Canetti.
PALAZZO AYAZZA
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 19 (rione Cervo)
(secc. XV-XVIII)
Il palazzo pervenne alla nobile famiglia Ayazza in virtù della vendita fatta dagli Avogadro di Valdengo a Nicolò Ayazza il 10 aprile 1494. È caratterizzato da uno splendido scalone secentesco a tenaglia e, nella parte più antica verso via Frova, da un pregevole soffitto ligneo dipinto nel sec.XV con raffigurazioni di stemmi e immagini di vari personaggi. Passò in eredità alla famiglia Filippi di Baldissero. Nel 1851 vi venne trasferito un asilo, che successivamente fu denominato "Filippi" in memoria della benefattrice Radegonda Filippi di Baldissero. Da alcuni anni i vari locali sono abbandonati o impropriamente utilizzati.
PALAZZO MONTEGRANDI
Via Feliciano(Arborio) di Gattinara 14 (rione Cervo)
(sec.XIV)
A seguito del recente restauro della facciata è venuta alla luce, tra l'altro, una splendida bifora decorata appartenente alla struttura abitativa di origine medievale, che nel secolo XVIII fu aggregata al palazzo Arborio di Gattinara.
EX MONASTERO DI SANT'AGATA ora CASA GARRONE
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 17 (rione Cervo)
L'edificio fece parte del grande complesso del monastero delle benedettine di Sant'Agata. In questa casa trascorsero la giovinezza i fratelli Giuseppe ed Eugenio Garrone, medaglie d'oro della guerra 1915-1918.
CASA ALCIATI poi RADICATI DI BROSOLO
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 10 (rione Cervo)
(sec. XV)
Presenta caratteristiche simili al contiguo fabbricato di proprietà Canetti. Attualmente è adibito a monastero delle clarisse, qui traslocate nel 1878 dalla loro originaria sede di Porta Milano.
EX MONASTERO DI SANT'AGATA
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 11 (rione Cervo)
L'antico monastero, fondato dalle umiliate nel sec. XIII, si estendeva anche nelle zone contigue. Le benedettine, che avevano sostituito le umiliate nel 1571, rimasero fino al 1802. I fabbricati monastici già fortemente rimaneggiati, sono stati recentemente restaurati per uso civile.
EX CHIESA DI SANT'AGATA
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 8 (rione Cervo)
(sec. XVI e sgg .)
È ora adibita ad abitazione civile, recentemente restaurata. Dall'interno furono staccati affreschi dei secc. XV-XVI conservati ora presso il Museo Borgogna.
CASA BODO già del MONASTERO DI SANT'AGATA
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 3 (rione Cervo)
(sec.XVIII)
Occupa parte del monastero di Sant'Agata. È da segnalare l'antico refettorio, al piano terra.
CASA ARA già del MONASTERO DI SANT'AGATA
Via Feliciano (Arborio) di Gattinara 1 (rione Cervo)
(secc.XVIII-XIX)
Vi nacque Eugenio Ara, caduto in guerra (1916). Nel vestibolo della casa vi è una lapide con iscrizione dettata dal padre, ing. Ettore, che si dilettò anche di poesia dialettale.
CHIESA DI SANTA CATERINA
Vicolo S.Caterina (rione Cervo)
(sec.XIV e sgg.)
La confraternita venne fondata verso il 1361. L'edificio attuale risulta ristrutturato nel 1735. A partire dal 1743 furono costruite le cappelle laterali, due delle quali ospitano opere di Pietro Francesco Guala. Nell'interessante coro ligneo, iniziato nel 1744, si trova il "Matrimonio mistico di Santa Caterina " attribuito a Girolamo Giovenone. L'oratorio accanto alla chiesa ospitava una serie di affreschi di Bernardino Lanino, attualmente al Museo Borgogna. In un documento del 1589 il frate cappuccino Remigio dispose per testamento che fosse dipinta la facciata della chiesa; a questo lascito è riconducibile la parte di affresco ancora visibile al di sopra dell'entrata. Sul fianco della chiesa è da segnalare un altro affresco risalente al sec. XV, allorché essa aveva un diverso orientamento.
CHIESA DI SAN MICHELE
Via S. Michele (rione Cervo)
(secc. XVII-XVIII, con campanile del sec. XIII )
La chiesa romanica del sec. XII o XIII, fu abbattuta verso il 1569 da Guido di Sostegno che la ricostruì, mantenendo forse le stesse dimensioni. Nella seconda metà del 700 assunse l'aspetto attuale. Gli ultimi interventi furono effettuati nel 1837. Il campanile romanico costituisce la testimonianza dell'antica chiesa. All'interno un frammento di affresco di scuola laniniana rappresenta la "Sacra Famiglia ".
PALAZZO CUSANI DI SAGLIANO
Via S. Michele 7 (rione Cervo)
( sec. XVIII)
In antico fu proprietà dei conti Arborio Biamino. Nel sec. XIX dopo i Cusani di Savigliano passò in proprietà ai Fortina e da questi sul finire del secolo alla famiglia Larghi. La casa si presenta secondo la tipologia delle case torri ed è caratterizzata da un'altana.
ANTICO BROLETTO
Piazza Palazzo Vecchio (rione Elvo)
(sec. XIV e sgg.)
Sede del Comune a partire dai primi anni del '200. Subì rifacimenti e trasformazioni che alterarono le perti originarie soprattutto nel sec. XIX. Notevole è la sala superiore che presenta un'interessante decorazione barocca. Attualmente è in grave stato di degrado.
TORRE DEL COMUNE già dei VIALARDI
Via Gioberti (rione Elvo)
(sec. XIII e sgg.)
La torre a pianta quadrata fece parte dell'antico "casamentum" dei Vialardi, ceduto al Comune nel sec. XIII. Nel 1821 la cuspide ottagonale venne colpita da un fulmine e sostituita con l'attuale copertura.
ANTICHE CARCERI
Via Gioberti ang. Piazza d'Azeglio (rione Elvo)
(secc. XVIII-XIX)
L'edificio, nel sec. XVIII detto "carceri pretorie", fece parte della sede del Municipio fino al trasferimento di questo (1802) nell'ex Collegio dei barnabiti e subì nel sec. XIX grosse trasfoermazioni.
EX SCUOLA NORMALE ROSA STAMPA
Via Gioberti 47 (rione Elvo)
(1882 - ing. Ettore Tartara)
L'edificio, su progetto dell'ing. Ettore Tartara, fu costruito nel 1882 per conto del Collegio delle Orfane e adibito a sede della Scuola Normale e anche sede del Collegio femminile "Rosa Stampa".
CHIESA DI SAN FRANCESCO ora PARROCCHIA DI SANT'AGNESE
Piazza S. Francesco (rione Elvo)
(sec. XIII e sgg. facciata 1770 ca. - arch. I. A. Galletti)
Fu costruita dai francescani in forme gotiche, ove si trovava la chiesa di S. Salvatore di Mercatello, a partire dalla fine del '200. Subì trasformazioni nei secc. XVII-XVIII e a partire dal 1868 lavori di restauro, curati dal conte Edoardo Arborio Mella e successivamente dagli ingegneri Vincenzo Canetti e Giuseppe Leblis. Il campanile risale al 1423.
EX CHIESA DI SAN GIUSEPPE
Via Gioberti 55 (rione Elvo)
Per molti anni fu la chiesa del Collegio delle Orfane e appartenne alla omonima confraternita, trasferitasi, negli anni 1830-31 nell'ex chiesa delle cistercensi di S. Spirito. Attualmente è appena individuabile tra i fabbricati della caserma dei Carabinieri.
ANTICO COLLEGIO DELLE ORFANE
Piazza Amedeo IX (rione Elvo)
(1784-87 - arch. Michele Richiardi)
Nel 1553 Isabella Iossa di Cardona fondò il Collegio che mantenne tale sede fino al 1830 allorchè si trasferì nell'ex-monastero di S. Spirito.
ANTICO TEATRO DEI NOBILI
Piazza Amedeo IX 5 (rione Elvo)
(1785-87 - arch. Nicola Nervi)
Fu costruito per iniziativa della Società dei nobili su progetto dell'arch. Nicola Nervi negli anni 1785-87. L'interno disponeva di tre ordini di palchi e un loggione. Nel 1798 si verificò un rovinoso crollo con caduta del soffitto nella sottostante platea; il teatro fu abbandonato e il fabbricato ridotto ad abitazione civile. Versa ora, purtroppo, in stato di totale abbandono.
CASTELLO
Piazza Amedeo IX (rione Elvo)
(sec XIV e sgg.)
Fu fatto costruire da Matteo Visconti verso il 1290. Nel 1427 passò ai Savoia: vi mori nel 1472 Amedeo IX. La pianta è quadrata con quattro torri agli angoli e cortile interno. Nel 1928 venne ricostruita la torre di sinistra precedentemente crollata. L'aspetto attuale è il risultato di molti rimaneggiamenti con caratteri costruttivi assegnabili in prevalenza al primo '400 e al '600.
PALAZZO FERRERO poi BORGOGNA
Via A. Borgogna 4 (rione Elvo)
(1836 e sgg.)
Fu costruito nel 1836 da Epaminonda Ferrero, passò poi in proprietà al geom. Francesco Borgogna. Il figlio avv. Antonio, alla sua morte nel 1900, lo donò alla città con tutte le ricche collezioni artistiche che costituiscono il nucleo principale dell'attuale omonimo Museo. Nel 1912 furono decisi ampliamenti e, su progetto dell'ing. Giuseppe Leblis, furono costruiti verso il giardino tre grandi saloni.
PALAZZO BODO-BELLARDI già TIZZONI
Via A. Borgogna 2 (rione Elvo)
(sec. XV e sgg., con finestra in cotto del sec. XV)
L'antico edificio nel 1783 risultava proprietà di Francesco Zapillone. Durante recenti lavori di restauro fu scoperta, nella facciata principale, una finestra in cotto di epoca medievale, attualmente sistemata impropriamente nell'androne del palazzo.
PALAZZO E TORRE DEI TIZZONI
Piazza Tizzoni 9 (rione Elvo)
(secc. XV-XVIII, con affreschi)
Nel sec. XVIII la casa e la torre ottagonale del sec. XV appartenevano alla famiglia Mariani. L'edificio fu restaurato nel 1874 su progetto di Giuseppe Locarni. Nel 1960, a seguito di un restauro, furono messe in luce grandi finestre con decorazioni in cotto. Altre sono venute alla luce recentemente dal lato di Corso Libertà. Il salone, già "Sala Tizzoni", al piano terra del palazzo, conserva affreschi attribuiti a Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo". Non è da escludere la presenza di altri affreschi simili nei locali vicini.
PALAZZO DEL CARRETTO DI TORRE BORMIDA già CIPELLI poi SAN MARTINO DI BALDISSERO
Piazza Tizzoni 4 (rione Elvo)
(sec. XVIII)
Nel 1860 l'ing. Eugenio Ara modificò la facciata e trasferì l'ingresso con il portoncino in legno intagliato nell'attuale posizione.
CHIESA DI SAN GIULIANO
via Foa (rione Elvo)
(secc. XII-XVI, rimaneggiamenti del sec. XIX)
La chiesa originaria, già parrocchia nel 1185, è stata molto rimaneggiata. Negli anni 1881-82 il geom. Andrea Bona restaurò la chiesa, impoverendone le linee originarie. In uno spigolo del campanile è visibile una testina di probabile origine romana. L'interno è ricco di affreschi attribuiti a Girolamo Giovenone: conteneva anche una "Deposizione" di Bernardino Lanino, ora in Arcivescovado.
CASA DETTA DEI BICCHIERI
Via Foa 8 (rione Elvo)
(sec. XIV)
In antico, molto probabilmente, il fabbricato faceva parte del "casamentum" dei Bazano. Nel 1926, durante lavori di ristrutturazione, vennero alla luce un magnifico arco e alcune finestre medievali.
SINAGOGA
Via Foa (rione Elvo)
(1878 - geom. Giuseppe Locarni)
Il Locarni redasse il progetto su disegni originari dell'arch. Marco Treves. La costruzione ebbe inizio nel 1874 secondo schemi medio orientali dei secc. XIII-XV. La facciata evidenzia un raffinato contrasto chiaroscurale dovuto sia ai materiali che agli elementi architettonici. L'interno a tre navate ha un'abside poligonale.
EX ASILO LEVI
Via Biblioteca Agnesiana (rione Elvo)
L'edificio appartenne ai conti Olgiati. L'asilo sorse grazie alla donazione di un influente ebreo: Salvador Levi.
PALAZZO OLGIATI
Via Morosone 12 (rione Elvo)
(secc. XVII-XVIII)
L'edificio chiamato "casagrande" nella seconda metà del sec. XVII per oltre 20 anni passò in proprietà al monastero della Visitazione. Appartenne alla famiglia Olgiati venuta a Vercelli da Milano verso il 1476, in seguito alla congiura dei Lampugnani. Cessò di appartenere alla famiglia nel 1825, quando venne alienato (21 gennaio) dal conte Alessandro Olgiati all'ebreo Salomon Treves.
EX CONVENTO DEI DOMENICANI ora MUNICIPIO
Piazza Municipio 5 (rione Monferrato)
(secc. XV-XVIII, 1838-43:adattamenti dell'ing.Antonio Malinverni)
Fondato nel secolo XIII dai domenicani, fu anche sede del tribunale dell'Inquisizione. A causa degli assedi subiti dalla città', nel 1726 il convento subì importanti lavori di restauro. Negli anni 1755-1759 furono rifabbricate alcune parti. Nel 1813 il Comune acquistò il convento per la propria sede. I lavori di sistemazione, terminati nel 1843, furono progettati dall'ing. Antonio Malinverni.
CHIESA DI SAN PAOLO ora PARROCCHIA DI SAN TOMMASO E SAN TEONESTO
Piazza Municipio (rione Monferrato)
(sec. XIII e sgg., 1792 e sgg. - arch. Giacomo Vincenzo Canavasso, con affreschi)
La parte più antica della chiesa fu iniziata nel 1253 e completata nel secolo seguente dai domenicani. Il campanile venne eretto all'inizio del '400. Nel 1582 furono eseguiti notevoli lavori di restauro a cura di padre Cipriano Uberti. Dell'arch. Giacomo Vincenzo Canavasso sono i rifacimenti barocchi eseguiti a partire dal 1792. Nel 1802 la chiesa fu riaperta al culto con titolo di San Tommaso e San Teonesto.
EX ALBERGO DEL LEON D'ORO
Via Fratelli Ponti 5 (rione Monferrato)
(1886-87 ing. Felice Delpozzo)
Costruito nel 1886 dall'ing. Felice Delpozzo, fu per molti decenni il più lussuoso albergo cittadino.
CHIESA DI SANT'ANNA
Via Fratelli Ponti (rione Monferrato)
(sec. XV e sgg.)
Appartiene all'omonima confraternita. Risale, secondo Marco Aurelio Cusano, al 1479. L'interessante facciata è della prima metà del '700 e meriterebbe di essere accuratamente restaurata. All'interno notevole è il grandioso altare maggiore di legno scolpito e dorato in forme barocche. Conserva anche preziose opere della scuola pittorica vercellese del '500. È annesso il fabbricato di parte dell'antico ospedale.
PALAZZO VERGA già BELLINI e dei CONFALONIERI DI BALOCCO poi BORMIOLI poi DE HALLOT DES HAYES poi CARESANA DI CARISIO
Via fratelli Ponti 24 (rione Monferrato)
(secc. XV-XVIII, con affreschi)
Si tratta di un palazzo di eccellente rilevanza architettonica risalente al sec. XV con tracce di decorazione nella facciata. Sono da segnalare vari ambienti con affreschi e soffitti di cassettoni là ove fu la casa dei Confalonieri di Balocco. Il cortile interno, chiuso sul lato opposto da un corpo di fabbrica della fine '700, ha un'impostazione chiaramente scenografica. Verso la fine del sec. XVIII vi furono probabilmente degli interventi dell'arch. Michele Richiardi. Il palazzo è stato restaurato con correttezza per conto della Cassa di Risparmio di Vercelli.
CHIESA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
Via Manzoni (rione Monferrato)
(sec XVIII)
Nel 1743 fu posta la prima pietra della chiesa. Questa fu modificata dall'arch. Luigi Barberis in seguito al progetto di ristrutturazione e ampliamento della sede dell'Ospizio dei Poveri.
EX MONASTERO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE o DELLA VISITAZIONE
Via Manzoni 11 (rione Monferrato)
(secc.XV-XIX, con colonna romana del sec. I)
Fu fondato verso il 1461 per le agostiniane, cui nel 1642 subentrarono le visitandine. Dopo la soppressione napoleonica fu adibito (dal 1804) a scuole superiori (Collegio) della città, poi gradualmente tra il 1827 e il 1836 divenne caserma. Dal 1976 si è iniziato il restauro del complesso, mutilato di un lato del chiostro circa 30 anni fa.
EX CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
Via Manzoni 17 (rione Monferrato)
(sec.XV e sgg. )
Sorse nella seconda metà del sec. XV con il monastero tenuto dalle agostiniane; fu ampliata nel sec. XVI. Dai muri più antichi furono staccati affreschi cinquecenteschi, conservati ora al Museo Borgogna. Di recente sono venuti alla luce altri affreschi. È adibita in parte ad "auditorium" dell'Archivio di Stato.
EX CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA o DEI CAPPUCCINI
Via Sella 11 (rione Monferrato)
(secc. XVII-XVIII)
I cappuccini giunsero nel 1627 provenienti dal convento di S. Maria di Vezzolano (Cappuccini Vecchi, ora sobborgo di Vercelli) e consacrarono la chiesa nel 1629. Questa fu adibita nel secolo scorso a mercato del vino ed in tempi recenti a officina.
EX COLLEGIO DELLE ORFANE già MONASTERO DI SANTO SPIRITO
Via Sella 1 (rione Monferrato)
(1769 - arch. Luigi Barberis)
Nel 1769 l'arch. Luigi Barberis progettò la ristrutturazione del monastero. Dopo il 1802 l'edificio fu sede dei carabinieri reali, successivamente passò agli oblati, che lo vendettero nel 1830 al Collegio delle Orfane e alla confraternita di S. Giuseppe.
CASERMA DI SAN GIACOMO
Via XX Settembre 12 (rione Monferrato)
( 1827 e sgg. - cap. Francesco Antonio Olivero)
Su progetto iniziale del capitano del genio Francesco Antonio Olivero, demolito il vecchio edificio seicentesco, a partire dal 1827 fu iniziata la costruzione della nuova caserma di cavalleria. Nel 1957 vi si trasferì il Distretto Militare.
EX CHIESA DI SAN VITTORE
Largo D'Azzo (rione Monferrato)
(secc.XII-XVIII, con strutture del sec. V)
Della primitiva chiesa romanica (del sec. XII) rimangono varie strutture. La chiesa fu soppressa come parrocchia nel 1579 e fu affidata alla confraternita di San Vittore. L'attuale edificio è stato ricostruito verso il 1606 e fu officiato fino al 1694 dai cistercensi della Consolata. Recenti restauri hanno messo in luce pregevoli parti antiche e in particolare strutture e tombe risalenti anche al secolo V.
CASA BADINO
Corso Libertà 3 ( rione Monrosa)
(1874 - ing. Domenico Dusnasi)
Fu costruita nel 1874 da Piero Badino, su progetto dell'ing. Domenico Dusnasi. È decorata da medaglioni in stucco raffiguranti italiani famosi, opera giovanile di Francesco Porzio.
CHIESA DI SANTO SPIRITO poi detta DI SAN GIUSEPPE
Corso Libertaà (rione Monferrato)
(1769 - arch. Luigi Barberis)
La chiesa, ottimo esempio di architettura barocca, fu progettata per le cistercensi di S. Spirito dall'arch. Luigi Barberis. Fu affidata dopo il 1830 alla confraternita della S.S. Trinità.
CHIESA DELLA CONFRATERNITA DI SANTO SPIRITO
Via Dante (rione Monrosa)
(sec. XVII-XVIII)
Ebbe origine come oratorio intitolato a San Gregorio Magno, probabilmente nel 1578 per volontà di un gruppo di confratelli di Sant'Antonio. Il primitivo edificio fu abbattuto nel 1717. Fu allora iniziata la nuova chiesa, terminata nel 1718. La sacrestia invece fu costruita nel 1738.
CHIESA DEL S.S. SALVATORE
Corso Libertà (rione Monferrato)
(sec. XVII-XVIII)
La chiesa molto antica, menzionata nel 1185, era orientata con il fianco lungo il Corso Libertaà. L'attuale edificio fu iniziato nella seconda metà del sec. XVII. L'interno conserva quattro altari barocchi in marmo policromo.
CASA RANDACCIO già MALNATE
Corso Libertà 41 (rione Monrosa)
(1851)
L'aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione nel 1851, caratterizzata da loggiati a colonne e statue sul frontone. Vi abitò il maggiore Giovanni Randaccio, medaglia d'oro ed eroe del Timavo, la cui madre era della famiglia Malnate.
OSPIZIO DEI POVERI
Via fratelli Garrone 20 (rione Monferrato)
(1765-69 - arch. Luigi Barberis)
L'ospizio sorse nel 1717 e si ampliò acquistando nel 1752 una casa del monastero della Visitazione e nel 1764 la casa Mazzola. L'arch. Luigi Barberis negli anni 1763-65 approntò i primi progetti di ristrutturazione e di ampliamento della sede. Nel 1855, su progetto del geom. Eusebio Meda, fu sistemata la facciata. Subì pesanti modifiche tra il 1899 e il 1904 su progetto dell'ing. Pietro Balliano.
PALAZZO COSTA DELLA TORRE poi ARA
Via Lucca 1 ( rione Monferrato)
(1740 ca)
Fu fatto costruire dalla famiglia Costa della Torre verso il 1740. In facciata, la rosta del portone barocco e la ringhiera del balcone che lo sormonta sono notevoli lavori dell'artigianato settecentesco. Nel cortile vi é un interessante porticato a tre arcate. Nel 1850 passò all'avv. Roberto Ara.
EX CONVENTO DEI CISTERCENSI DELLA CONSOLATA
Via Lucca 6 (rione Monferrato)
(sec. XVIII)
I cistercensi si trasferirono nel 1694 dalla chiesa di S. Vittore in una casa dei Berzetti di Buronzo, ove fu insediato il loro convento. I fabbricati divennero proprietà nel 1834 del marchese Dionigi I Arborio di Gattinara che commissionò all'arch. Pietro Delmastro il progetto per il loro adattamento a palazzo di abitazione. Parte dei locali, ristrutturati, ora sono sede dell'Associazione Industriale Vercellese.
PALAZZO ARBORIO DI GATTINARA
Via Lucca 10 (rione Monferrato)
(1838 - arch. Pietro Delmastro)
Tra il 1831 e il 1834 il marchese Dionigi I Arborio di Gattinara acquistò dall'avv. Vincenzo Bozzi i fabbricati dell'ex convento dei cistercensi in via Lucca. Su progetto dell'arch. Pietro Delmastro, il marchese fece dare un aspetto unitario e omogeneo ai vari edifici. In uno dei giardini del palazzo é collocato il portale romanico dell'antica chiesa di S. Maria Maggiore, demolita nel 1777.
PALAZZO DE REGE DI GIFFLENGA
Via Lucca 9 (rione Monferrato)
(sec. XVIII)
La famiglia De Rege di Gifflenga risiedette nell'edificio dal 1722 al 1818, quando il Gen. Alessandro De Rege di Gifflenga lo vendette a Francesco Larghi. Il palazzo è stato restaurato con decoro in epoca recente.
PALAZZO BELLETTI poi PAMPIRIO
Via Lucca 9 (rione Monferrato)
(sec.XVIII)
Apparteneva nella seconda metà del '700 a Giovanni Agostino Belletti, poi passò alla Famiglia Pampirio. L'interno è riccamente decorato.
CASA ROTTARO poi CAMPORA
Via S. Cristoforo 16 (rione Monferrato)
(1845, rifacimenti dell'ing. Antonio Malinverni)
Verso la fine del '700 apparteneva a Felice Rottaro, famoso imprenditore edile della città che, demolendo l'antica basilica di S. Maria Maggiore, recuperò parte dei mosaici pavimentali ora conservati al Museo Leone. Francesco Campora di Pezzana l'acquistò nel 1828 e nel 1845, su disegni dell'ing. Antonio Malinverni ne fece rifare la facciata.
CHIESA DI SAN CRISTOFORO ora PARROCCHIA SI SAN GIACOMO
Via S.Cristoforo (rione Monferrato)
(1515 e sgg., con affreschi di Gaudenzio Ferrari)
La chiesa fu fatta costruire nel 1515 dal prevosto degli umiliati Nicolino Corradi di Lignana su un preesistente edificio religioso del sec. XII e fu rimaneggiata intorno alla metà del '700, epoca in cui fu anche affrescato, in linee barocche, l'interno a tre navate. La parte più interessante è costituita dalla pala dell'altar Maggiore ("Madonna degli Aranci") e dagli affreschi (storie delle vite della Vergine e di S. Maria Maddalena) delle cappelle terminali che Gaudenzio Ferrari eseguì a partire dal 1529. Il campanile fu sopraelevato nel 1843 su progetto dell'ing. Giovanni Larghi.
EX COLLEGIO DEI BARNABITI
Via S. Cristoforo 3 (rione Monferrato)
(1769 arch. Ignazio Amedeo Galletti)
L'edificio fu ampliato nel 1769 dall'arch. Ignazio Amedeo Galletti. La sala delle Tarsie (già biblioteca) risale a qualche anno prima (ing. Sebastiano Riccati). Dopo la chiusura del Collegio dei barnabiti nel 1800, l'edificio ospitò dal 1801 gli uffici amministrativi francesi. Nel 1834 vi fu trasferito il Collegio della città. Ora sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale.
PALAZZO ARBORIO BIAMINO ora VITALE
Via S. Cristoforo 8 (rione Monferrato)
(secc. XVII-XVIII)
Fu ricostruito verso il 1737, successivamente divenne proprietà del conte Giovanni Pietro Arborio Biamino di Caresanablot. L'edificio esterno è in realtà una struttura pregevole che meriterebbe d'essere rimessa in luce.
EX SCUOLE LUIGI VERGA
Piazza Mazzini 8 (rione Monferrato)
(1882 ing. Ettore Tartara)
L'edificio, come sede delle scuole elementari, fu costruito nel 1882, su progetto dell'ing. Ettore Tartara. Nel 1928 fu ceduto allo Stato e nel 1931 sopraelevato di un piano per gli uffici finanziari.
CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA
Via Monaco (rione Monferrato)
(sec. XVIII, cappella del sec. XV con affresco)
Fu ristrutturata a partire dal 1719. Presenta una facciata neoclassica stilisticamente incompleta .L'interno è a croce greca con abside piana da cui si accede a un'ampia cappella gotica retrostante, a due campate e volte a costoloni, risalente alla primitiva costruzione del monastero. La cappella conserva un affresco raffigurante l'"Annunciazione", attribuibile a Girolamo Giovenone.
EX MONASTERO DELLA S.S. ANNUNZIATA
Via Monaco 38 (rione Monferrato)
(secc. XV-XVIII)
Fu istituito nella seconda metà del '400 e ampliato verso il 1530. Tra il 1842 e il 1857 i fabbricati del monastero furono acquistati per il Ricovero di Mendicità. Il complesso ha subìto grossi mutamenti in seguito all'ampliamento degli edifici per l'attuale Casa di Riposo.
EX MONASTERO DI SANTA CHIARA
Vicolo Olivero 6 (rione Monferrato)
(1770/71 - arch. Ignazio Amedeo Galletti)
La costruzione del fabbricato fu progettata nel 1770 dall'arch. Ignazio Amedeo Galletti. Dal secolo scorso fino al 1957 i locali furono sede del Distretto Militare.
EX OSPEDALE DI SAN GRAZIANO
Via Farini (rione Monferrato)
(sec. XIV)
Il fabbricato dell'ospedale di S. Graziano tre-quattrocentesco è ridotto in pessime condizioni. Sarebbe opportuno procedere al suo restauro con il recupero del portico con belle colonne da rimettere in luce.
ANTICO CHIOSTRO DI SAN GRAZIANO
Corso Libertà 300 (rione Monferrato)
(sec. XIV e sgg.)
Il chiostro risalente al sec. XIV appartenne alla prevostura di S.Graziano. Agli inizi degli anni '80 fu restaurato in modo eccessivamente radicale. È a pianta rettangolare con gruppi di quattro colonnine che sostengono le arcate su tre lati del chiostro.
EX CHIESA DI SAN GRAZIANO
Corso Libertà ang. Via Farini (rione Monferrato)
Era certamente ubicata là ove ora c'è un esercizio pubblico.
EX CHIESA DI SANTA CHIARA
Corso Libertà (rione Monferrato)
(1754/57 - arch. Bernardo Vittone)
La chiesa, tipicamente barocca, fu progettata dall'arch. Bernardo Vittone nel 1754. La facciata è molto slanciata e caratterizzata da un andamento curvilineo cui corrisponde l'interno costituito da un vano a pianta esagonale con cupola, interamente decorato di stucchi. Circa 30 anni fa un buon restauro ha restituito la chiesa al pubblico. È ora adibita ad "auditorium".
QUARTIERE DEL CAPPEL ROSSO - ANTICA DOGANA
Corso Libertà 277 (rione Elvo)
(sec. XV e sgg.)
A partire dal '400 fu proprietà, nel corso dei secoli, delle nobili famiglie de Ast, Bulgaro, Avogadro di Casanova, Gromo di Ternengo e Buronzo d'Asigliano. Quartiere militare nel sec. XVII e sede della dogana nel sec. XVIII, fu deposito nel sec. XIX di sale e tabacchi, "salèra" per i vercellesi. A fianco del portone vi è una piccola lapide romana con l'iscrizione "Fidelis mercium custos" attestante che nel luogo in epoca antica vi era un deposito di merci.
CASA LARGHI poi SEDE DELL'ASSOCIAZIONE GENERALE DEGLI OPERAI
Corso Libertà 288 (rione Monferrato)
(1835 - ing. Antonio Malinverni)
L'edificio fu ricostruito come albergo nel 1835 da Bernardino Larghi, su progetto dell'ing. Antonio Malinverni. Rimase tale fino al 1850, quando divenne sede dell'Associazione Generale degli Operai, che poi, circa 50 anni dopo, si trasferì nell'attuale via F. Borgogna.
ANTICA LOCANDA DELLA POSTA
Corso Libertà 317 (rione Elvo)
La locanda è antica, risale alla fine del sec. XVI. La credenza popolare sostiene che nel 1751 vi sostò Carlo Goldoni con la propria compagnia teatrale. Aveva annesse scuderie per il cambio dei cavalli. Giuseppe Mairone, proprietario nel 1798, era un capo postiglione. Nel 1846, soppressa la posta dei cavalli, rimase la locanda.
EX CHIESA DI SANT'AGNESE
Corso Libertà angolo Via F. Monaco (rione Monferrato)
Antichissima parrocchia di cui si ha notizia nel 1174 e nel 1185. Aveva l'entrata su via F. Monaco ed era molto angusta. La parrocchia fu trasferita nel 1822 nella chiesa di S. Francesco e l'edificio fu adattato ad usi civili. Di recente è stato restaurato.
PALAZZO LODI-CUSANI
Via Felice Monaco 9 (rione Monferrato)
(secc. XV - XVIII)
L'edificio presenta decorazioni e un bel soffitto a cassettoni del sec.XV. Appartenne alla famiglia Cusani, arrivata a Vercelli da Milano nel sec. XV e poi ai suoi eredi.
CHIESA DI SAN SEBASTIANO
Via Felice Monaco (rione Monferrato)
(sec. XVI e sgg.)
La chiesa, sede della confraternita fondata il 20 gennaio 1579, fu costruita nel sec. XVI al tempo del vescovato di Giovanni Stefano II Ferrero. Sono interessanti il rivestimento ligneo cinquecentesco dell'interno e "Il martirio di S. Sebastiano" del coro, opera di Francesco Bianco.
CASA NATALE DI GIOVANNI ANTONIO RANZA
Corso Libertà 252 (rione Monferrato)
(sec. XVIII)
Al primo piano della casa, da genitori salumai, nacque il 19 gennaio 1741 Giovanni Antonio Ranza, il più inquito rivoluzionario dei suoi tempi.
ANTICO ALBERGO DELLA CORONA GROSSA
Corso Libertà 240 (rione Monferrato)
(sec. XV e sgg.)
Nel più interno dei cortili del fabbricato si trova un tratto di loggiato di stile rinascimentale a testimonianza dell'antichità dell'edificio. Nel 1763 i fratelli Giovanni Stefano e abate Francesco Antonio Campora lo vendettero a Nicola Corvero, che nel gennaio del 1786, per testamento, lo lasciò in eredità all'Ospizio dei Poveri. Per lunghissimo tempo fu adibito ad albergo. Ora versa in grave stato di degrado.
CASE CENTORIS
Via Giovenone 27 (rione Monferrato)
(sec. XV e sgg.)
Dagli stemmi visibili negli splendidi soffitti a cassettoni si ricava che proprietaria fosse la famiglia Centoris. Non è azzardato pensare che fosse strettamente collegata in antico alle restanti case Centoris vicine, così da costituire un vero e proprio quartiere dei Centori-Cagnola.
CASE CENTORIS
Via Giovenone 6 (rione Monferrato)
(sec. XV e sgg.)
Si tratta della parte del "casamentum" dei Centoris ancora da recuperare. Sono da segnalare pregevoli decorazioni e soffitti. È in disastrose condizioni di degrado
PALAZZO CENTORIS
Corso Libertà 204 (rione Monferrato)
(sec. XV e sgg.)
Il palazzo appartenne alla nobile famiglia dei Centoris e ha subìto profonde modifiche, con particolare riguardo alla facciata rifatta in occasione dei restauri avvenuti all'inizio degli anni trenta per opera di Carlo Nigra.Conserva all'interno un notevole cortile bramantesco rettangolare circondato da un portico con archi a tutto sesto e colonne di granito con stemmi; al primo piano un secondo loggiato con un numero doppio di archi e di colonne rispetto all'inferiore, al di sopra una volta unica appoggiata a pilastrini.
PALAZZO AVOGADRO DELLA MOTTA E DI VILLANOVA
Piazza Alciati 11 (rione Monferrato)
(secc. XVIII-XIX, 1840: arch. Pietro Delmastro)
L'edificio settecentesco, di proprietà degli Avogadro della Motta, fu donato nel 1832 da Gabriella Calcamuggi, vedova di Benedetto Avogadro della Motta, all'Ospizio dei Poveri. Nel 1840, su progetto dell'arch. Pietro Delmastro, fu ristrutturato. Nel 1928 il Comune acquistò tutto il fabbricato; la parte interna fu demolita per formare un cortile e fu liberata l'abside di S. Paolo.
CHIESA DI SAN LORENZO
Corso Libertà (rione Monferrato)
(sec. XVIII)
La parrocchia, fra le più antiche della città, è già citata nel 1183. La sua ricostruzione risale alla metà del '700. A seguito di devastazioni subite nel 1848 per opera delle truppe lombarde, la chiesa fu restaurata negli anni 1851-53, su disegno di Giuseppe Locarni. È interessante la lignea porta d'ingresso, opera locale d'intaglio della seconda metà del '700 che reca in alto la figura di S.Lorenzo.
PALAZZO BORGOGNA già LANCHETTI
Via Cagna 15 (rione Monferrato)
(1833-34)
Fu fatto costruire negli anni 1833-34 da Carlo Lanchetti, sindaco di Vercelli; nel 1859 fu acquisito per vendita all'asta dal geom. Francesco Borgogna. È stato restaurato alcuni anni or sono.
PALAZZO VICARIO DI SANT'AGABIO
Via Cagna 6 (rione Monferrato)
(sec. XVIII)
Fu costruito in forme barocche dopo il 1769 dai baroni Vicario di Sant'Agabio. Nel 1835 fu venduto al cav. Flaviano Avogadro di Casanova. Nel 1861 il Comune acquistò l'edificio per sistemarvi la Corte d'Assise, che funzionò fino al 1924. Nel 1958 vi fu sistemata la Biblioteca Civica.
MONASTERO DI SANTA MARGHERITA
Via Cagna 19 (rione Monferrato)
(secc XVII-XVIII)
Il monastero fu fondato dalle domenicane e fu ampliato gradualmente a partire dal sec. XVII. Dopo il 1769, completamenti successivi si ebbero per opera degli architetti Michele Richiardi, Luigi Barberis e Giovanni Tommaso Prunotto. Fu ceduto nel 1830 alle Suore di Carità di S. Giovanna Antida. Nel 1860 su progetto dell'ing. Antonio Malinverni fu risistemato l'ingresso di via Cagna. La chiesa fu ricostruita su progetto dell'ing. Vincenzo Canetti nel 1898.
PALAZZO E TORRE DEI VIALARDI
Via Cagna 12 (rione Monferrato)
(sec. XIII e sgg., con affreschi)
Fu dimora della famiglia Vialardi, che vi risiedette fin dal sec. XIII. Il piccolo cortile interno presenta arcate di un portico rinascimentale e un fregio ad affresco probabilmente della fine del '400. La torre fu edificata all'inizio del sec. XV a pianta ottagonale. Al piano terreno sono da segnalare alcune sale della struttura originaria. Attualmente l'edificio, in attesa di restauro, è proprietà del Comune.
PALAZZO AVOGADRO DI CASANOVA
Via Vallotti 32 (rione Monferrato)
(1832 - ing. Antonio Malinverni e 1882/83 - arch. Giuseppe Locarni)Per il palazzo elaborò un progetto l'ing. Antonio Malinverni nel 1832. Nel 1882/83 furono effettuati importanti lavori su progetto dell'arch. Giuseppe Locarni.
PALAZZO AVOGADRO DI CASANOVA
Via Vallotti 26 (rione Monferrato)
(1780-1804 - arch. Valeriano Dellala di Beinasco)
L'edificio fu ristrutturato dall'arch. Valeriano Dellala di Beinasco a partire dal 1780; fu completato nel 1804. Si tratta di un esempio di architettura barocca volgente al neoclassico. Sorge là dove erano le case dei Ranzo.
ANTICO ALBERGO DEI TRE RE
Via Ferraris 15 (rione Monrosa)
Fu uno dei più antichi alberghi cittadini, proprietà (già nel sec.XVII) delle benedettine di Sant'Agata. Presso il Museo Borgogna è conservato un affresco proveniente da un antico locale al piano terra. Di recente l'edificio è stato restaurato.
PALAZZO GATTINARA DI ZUBIENA
Via Ferraris 43 (rione Monrosa)
(sec. XIX)
Le strutture attuali risalgono alla prima metà del sec. XIX. L'edificio appartenne ai conti Gattinara di Zubiena, passò in eredità agli Arborio Mella e poi ai marchesi Terzi.
PALAZZO AVOGADRO DI CASANOVA già CONVENTO DEGLI EREMITANI ora PUGLIESE LEV
Via Ferraris 52 (rione Monrosa)
(secc. XVIII-XIX)
L'antico convento, dopo la soppressione degli ordini religiosi, fu venduto a Baldassarre Avogadro di Casanova. Nel 1869 ne divenne proprietario Leon Davide Pugliese Levi. Questi incaricò nel 1874 Giuseppe Locarni di restaurare e rinnovare il palazzo, e il pittore Carlo Costa di decorarlo.
ANTICA CHIESA DI SAN MARCO
Via Ferraris 6 (rione Monrosa)
(secc. XIV-XV, con affreschi)
L'inizio della costruzione della chiesa primitiva risale al 1266.È da segnalare che fin da epoca antica il consortile degli Avogadro fu solito tenere le riunioni nelle sacrestie. Nel sec. XV fu ampliata. Nel 1855 fu adibita a mercato del vino. Nel 1869 il Comune acquistò la chiesa per sistemarvi il mercato alimentare. Parte degli affreschi furono staccati e ora si conservano presso il Museo Borgogna, ma la maggior parte di essi attende d'essere messa in luce. È da segnalare una serie di cappelle affrescate sull'antica via detta "barbacana". Purtroppo continua a permanere all'interno del monumento gotico un mercato alimentare.
PALAZZO ARBORIO BIAMINO già BAROZZI DI LESSONA
Via Ferraris 58 (rione Monrosa)
(secc. XV-XVIII con decorazioni)
La struttura originaria verso via Monte di Pietà è cinquecentesca. Nel 1830 tutto il palazzo fu ristrutturato su disegni dell'arch. Pietro Delmastro, mentre nel 1863, su disegni dell'ing. Eugenio Ara, fu ricostruita la facciata. La decorazione del timpano presenta gli stemmi degli Arborio e degli Avogadro di Collobiano.
PALAZZO CANTONO DI CEVA ora ALLARIO CARESANA
Via Ferraris 77 (rione Monrosa)
(secc. XVIII-XIX)
L'edificio antico fu ristrutturato nel 1878 da Giuseppe Locarni, che gli diede l'aspetto attuale. Degna di nota è in particolare la torre.
SANTUARIO DELLA MADONNA DEGLI INFERMI
Via S. Bernardo (rione Monrosa)
(1894-96 - arch. Giuseppe Locarni)
Nel 1836-37 furono progettati dal conte Carlo Emanuele Arborio Mella lavori di ampliamento e furono abbattute l'abside e la lanterna della chiesa romanica di S. Bernardo. Successivamente tra il 1894 e il 1896 l'arch. Giuseppe Locarni ricostruì la parte absidale, dando al Santuario l'attuale aspetto.
CHIESA DI SAN BERNARDO
Via F.lli Laviny (rione Monrosa)
(sec. XII e sgg.)
È già citata come parrocchia nel 1169 e affidata ai canonici di San Bernardo, nel sec. XVI sostituiti dagli agostiniani che la tennero fino al 1802. Conserva ancora molti elementi romanici, compresa la facciata, ripristinata ai primi del '900. Subì distruzioni in seguito alla costruzione del Santuario della Madonna degli Infermi.
ANTICO CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI
Via F.lli Laviny 40 (rione Monrosa)
(sec. XVIII)
Il convento fu ristrutturato su progetto degli architetti Giovanni Battista Galletti e Pietro Bonvicini tra il 1773 e il 1780. Dopo il 1802 i locali furono adibiti a sede del tribunale di prima istanza. Dell'antico fabbricato restano solo alcune parti.
ANTICO MACELLO
Via F.lli Laviny 67 (rione Monrosa)
(1825 - ing. Pietro Bosso)
Fu progettato dall'ing. Pietro Bosso per conto del Comune nel 1825, sul luogo ove era il mulino di San Bernardo. Il macello funzionò fino al 1895. L'edificio, ora ridotto a magazzini e autorimesse, versa in grave stato di degrado. Meriterbbe una più idonea utilizzazione.
EX COLLEGIO DAL POZZO E REGIE SCUOLE
Via F.lli Laviny 45 (rione Monrosa)
(secc. XVI- XVIII)
Il Collegio fu fondato dal medico Francesco Dal Pozzo che con testamento del 1564 ne affidava l'amministrazione all'Ospedale maggiore. Nel 1727 Vittorio Amedeo II di Savoia scelse il collegio quale sede delle regie scuole. Nel 1782 fu trasferito nei locali di via Duomo, già Collegio dei gesuiti.
PALAZZO CASTELNOVO DI TORRAZZO
Via F.lli Laviny 17 (rione Monrosa)
(secc. XVII-XVIII)
Fu eretto per volontà dei conti Castelnovo di Torrazzo, che rimasero proprietari fino al 1826, quando il conte Vincenzo fu costretto a venderlo. Passò prima al notaio Giulio Biglione e poi a Luigi Badino. In origine al palazzo era annesso un ampio giardino, poi venduto. Di recente l'edificio è stato correttamente restaurato.
CASA DARDANA
Via Dante 84 (rione Monrosa)
(secc. XVIII-XIX)
L'edificio appartenne nella prima metà del sec. XIX al medico Giuseppe Antonio Dardana, poi passò di proprietà alla famiglia Broglia.
EX CHIESA DI SAN PIETRO MARTIRE
Via Dante (rione Monrosa)
(sec. XVII, con affreschi)
Fu costruita dalle benedettine, già residenti a Lenta. Nel 1769 fu arricchita con dipinti e stucchi da vari artisti luganesi. Gli affreschi della volta sono molto degradati. Fu egregiamente restaurata all'inizio degli anni '30. Chiusa al culto dal 1962, ora versa in precarie condizioni.
ANTICO MONASTERO DI SAN PIETRO MARTIRE
Via Dante 93 (rione Monrosa)
(secc. XVII-XVIII)
Il monastero, già sede delle domenicane di S. Pietro Martire, fu acquistato dalle benedettine di Lenta quando vi si trasferirono nel 1573. Passò poi nel 1805 all'Ospedale Maggiore. Successivamente furono eseguiti importanti lavori, secondo i progetti del geom. Francesco Dusnasi. Dal 1847 fino al 1882, in parte dell'edificio ebbe sede l'asilo di S. Pietro Martire.
EX OSPEDALE MAGGIORE: FARMACIA
Via Ferraris 95 (rione Monrosa)
(1864 - ing. Ettore Tartara)
Nei locali dal 1931 fino agli inizi degli anni '70 vi fu ospitata la farmacia.
EX OSPEDALE MAGGIORE
Via Ferraris 99 (rione Monrosa)
(secc. XVII-XVIII)
Comprende la parte di fabbricato adibito a ospedale delle donne. L'edificio fu oggetto di diversi interventi, che riguardarono anche la parte interna, ora distrutta, da parte di valenti architetti e ingegneri: Ignazio Mazzone, Luigi Barberis, Francesco Martinez e Michele Richiardi.
EX CHIESA DI SANTA CROCE
Via Ferraris (rione Monrosa)
(fine del sec. XVI)
L'edificio, che risale al 1586 circa, presenta la parte inferiore caratterizzata da tre snelle arcate a sesto ribassato con ampia scalinata d'accesso alla superiore, più articolata, che evidenzia una struttura frontonata con al centro una finestra serliana e due nicchie laterali scandite da lesene. La denominazione non deve trarre in inganno perchè in effetti l'edificio non funzionò come chiesa e fu sdibito quasi subito a infermeria vera e propria.
EX OSPEDALE MAGGIORE:"SALONE DUGENTESCO"
Via Ferraris 103 (rione Monrosa)
(sec. XIII e sgg.)
Fu fondato nel 1224. A partire dal 1461 fu aggiunto il portico a sette arcate. Attraverso una porta d'ingresso, sovrastata da una lunetta con affresco del sec. XIII (molto deteriorato) con al centro "Cristo Pantocratore", si accede a un'ampia sala rettangolare divisa in tre navate e caratterizzata da robusti pilastri a croce e volte costolonate. Sulla parte di sinistra è da segnalare un affresco raffigurante una "Crocifissione" databile alla seconda metà del '500 e attribuibile alla cerchia di Bernardino Lanino.
EX OSPEDALE MAGGIORE
Via Ferraris 109 (rione Monrosa)
(1867-68) - ing. Ettore Tartara)
L'edificio che rappresenta la parte più estesa del complesso dell'antico ospedale, è decorato da bassorilievi di Ercole Villa, in particolare, da 26 medaglioni in marmo rappresentanti illustri medici.
ABBAZIA DI SANT'ANDREA
Piazza Roma 35 (rione Cervo)
(chiesa 1219-27; chiostro sec. XV)
L'abbazia, uno dei più significativi e begli esempi di architettura romanico-gotica, venne eretta per volere del cardinale Guala Bicchieri tra il 1219 e il 1227 e fu affidata ai canonici sanvittorini con Tommaso gallo, prima priore, poi abate. Nel 1407 l'abate Pietro Dal Verme iniziò la costruzione della grande torre campanaria, mentre il chiostro venne ristrutturato nel 1520. Nel 1802 la chiesa era stata chiusa al culto e adibita a uso profano. Nel 1818 fu costituita una commissione per il restauro del complesso. Carlo Emanuele Arborio Mella curò i lavori che si conclusero nel 1840. I successivi interventi portarono verso la metà del secolo alla demolizione del portico a colonne antistante la chiesa e a lavori di consolidamento degli anni 1926-27.

TRATTO DAL VOLUME "ANDAR PER VERCELLI" - ITALIA NOSTRA (SEZIONE DI VERCELLI) IMPRESSO NEL DICEMBRE 1993 (S.E.T.E. - VERCELLI)