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La Chiesa
La Vita di Sant'Eusebio
Sant'Eusebio nacque in Sardegna all'incirca alla fine del III secolo. Frequento' la
"Schola" a Roma assieme a Liberio, futuro Papa.
Trovandosi al seguito di una legazione Pontificia per la fondazione di sedi vescovili
nell'Italia settentrionale, giunse a Vercelli, dove venne eletto Vescovo.
Il Papa stesso approvò l'elezione e il 15 dicembre 345 lo consacrò.
Nel decennio compreso tra il 346 e il 355, Eusebio si preoccupò della popolazione
della diocesi, riuscendo con le sue parole e con l'ortodossia della fede a esercitare
grande influenza sul popolo, nonostante il momento fosse particolarmente critico per
la Chiesa.
Nel 355 partecipò al Concilio di Milano dove esortò a firmare il Simbolo Niceno e a
riconoscere l'ortodossia di Atanasio: in seguito a questo avvenimento venne esiliato
in Palestina, dove continuò a essere perseguitato dal vescovo di Scitopoli, Patrofilo.
Solo nella primavera del 362 potè interrompere l'esilio e ritornare a Vercelli, ma
sulla via del ritorno convocò il Concilio dei Confessori, in cui riunì i vescovi
niceni. Successivamente rese pubblica la lettera sinodale "Tomos ad Antiochenos",
che si premurò, con una accurata e instancabile opera missionaria, di far pervenire a
tutti i vescovi.
Il suo obiettivo era quello di restaurare l'unità della Fede in tutta la Chiesa.
Stremato dalle fatiche fisiche e intellettuali, si spense il 1 agosto 371, e venne
sepolto nella basilica che lui stesso volle.
Le informazioni relativa alla sua vita le dobbiamo alla più antica "Vita Eusebii" che
ci è pervenuta, e alle lettere che egli stesso scrisse dall'esilio.
Da esse traspare la sua umanità profonda della fede e della carità cristiana.
Con breve apostolico del 24 novembre 1961, S. Eusebio è stato costituito patrono
principale di Vercelli.
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